L’affiliazione scommesse virtuali permette di monetizzare siti, community e contenuti dedicati agli eventi sportivi simulati, indirizzando nuovi giocatori verso i bookmaker attraverso campagne CPA, Revenue Share o Hybrid.
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Il meccanismo utilizza un link affiliato con tracking. Quando un utente raggiunge il bookmaker attraverso quel collegamento, clic, registrazione, primo deposito e altre azioni qualificanti possono essere attribuiti alla campagna del publisher.
Il modello commerciale è quindi simile a quello dell’affiliazione scommesse. A cambiare è il prodotto: l’utente non scommette sul risultato di un evento sportivo reale, ma su una competizione generata virtualmente.
Per l’affiliato significa poter misurare quali contenuti producono traffico e quali riescono effettivamente a generare giocatori. CTR, FTD, conversion rate ed EPC diventano quindi più importanti delle semplici visite alla pagina.
Le virtuali costituiscono una verticale con numeri propri. Nel 2025 la raccolta delle scommesse a quota fissa su eventi simulati online in Italia ha raggiunto circa 1,608 miliardi di euro.
Nel 2024 la raccolta telematica era stata di circa 1,439 miliardi, mentre nel 2023 si fermava a 1,077 miliardi. Significa una crescita di circa 11,7% in un anno e quasi 49% rispetto al 2023.
Anche dicembre 2025 evidenzia la dimensione del comparto considerando insieme online e agenzie: oltre 502 milioni di euro di raccolta nel solo mese, in aumento dell’11,36% rispetto a dicembre dell’anno precedente.
Le scommesse virtuali utilizzano eventi simulati sui quali vengono proposte quote e differenti esiti pronosticabili. Calcio virtuale, corse di cavalli e levrieri rappresentano alcuni dei formati che possono essere presenti sulle piattaforme.
A differenza di una partita reale, non bisogna aspettare il calendario di Serie A, Champions League o altri campionati. Gli eventi possono susseguirsi con grande frequenza, creando un’esperienza di gioco differente rispetto al betting sportivo tradizionale.
La regolamentazione italiana prevede requisiti specifici anche per la presentazione dell’evento: devono essere indicati, tra gli altri elementi, partecipanti, tipologie di scommessa, quote disponibili e tempo restante prima della chiusura delle giocate.

Il primo elemento distintivo è la continuità degli eventi. Il traffico non dipende necessariamente dall’orario di una partita reale o dalla presenza di un grande torneo, perché le competizioni simulate possono essere proposte ripetutamente.
Questa caratteristica modifica anche la strategia editoriale. Invece di produrre centinaia di pronostici destinati a perdere valore dopo una partita, è possibile concentrarsi maggiormente su guide, mercati, funzionamento e confronto dell’offerta dei bookmaker.
La crescita della raccolta online aggiunge un altro elemento interessante. Passare da circa 1,077 miliardi nel 2023 a 1,608 miliardi nel 2025 indica un aumento consistente dell’attività digitale all’interno della verticale.
I modelli possono comprendere CPA, Revenue Share e Hybrid. Il CPA riconosce una commissione quando il giocatore soddisfa i requisiti stabiliti dal programma, mentre il Revenue Share collega il compenso ai ricavi commissionabili generati.
Con un CPA ipotetico di 50€, 20 giocatori qualificati produrrebbero 1.000€. Cinquanta conversioni genererebbero 2.500€, mentre 100 arriverebbero teoricamente a 5.000€ di commissioni.
Con un Revenue Share ipotetico del 30%, invece, 4.000€ di ricavi netti commissionabili produrrebbero 1.200€. Questi calcoli sono esempi matematici e non rappresentano commissioni o guadagni garantiti.
Le guide rappresentano una componente importante. Un publisher può spiegare come funzionano gli eventi virtuali, quali mercati esistono, come leggere le quote e quali differenze ci sono rispetto alle scommesse sportive reali.
È possibile sviluppare anche cluster specifici: calcio virtuale, ippica virtuale, corse simulate, mercati 1X2, Over/Under, risultati esatti e altre tipologie disponibili presso gli operatori possono diventare argomenti separati.
Questa struttura favorisce contenuti evergreen. Una guida al calcio virtuale non scade al termine di Juventus-Inter e può continuare a intercettare ricerche finché informazioni, regolamenti e offerta descritti rimangono aggiornati.
Consideriamo un progetto con 3.000 visite mensili dedicate alle virtuali. Con un CTR del 15% verso i bookmaker verrebbero generati 450 clic. Un conversion rate del 4% produrrebbe circa 18 giocatori qualificati.
Applicando un CPA ipotetico di 50€, il risultato sarebbe di 900€. Portando la conversione al 5%, gli stessi 450 clic produrrebbero circa 23 giocatori e 1.150€ di commissioni teoriche.
Un progetto piccolo può quindi diventare interessante quando il traffico è molto verticale. Aumentare CTR e conversion rate può inoltre produrre crescita senza richiedere necessariamente un incremento proporzionale delle visite organiche.
Le metriche principali sono clic verso i bookmaker, CTR, registrazioni, FTD, conversion rate, commissioni, EPC e ricavo per visitatore. È utile analizzarle separatamente per pagina, operatore e fonte di traffico.
Se 400 clic producono 20 giocatori qualificati e 1.000€ di commissioni, la conversione clic-giocatore è del 5% e l’EPC raggiunge 2,50€. Il dato può essere confrontato direttamente con altre verticali.
Un bookmaker con CPA maggiore non è necessariamente quello più redditizio. Bisogna capire quanto bene converte il pubblico interessato alle virtuali e quale valore commerciale produce ogni clic effettivamente inviato.
La SEO è particolarmente adatta ai contenuti evergreen. Guide sul funzionamento delle virtuali, mercati, regole e differenze rispetto agli sport reali possono intercettare utenti senza dipendere dal calendario di una determinata competizione.
Una community permette invece di costruire una relazione continuativa. L’affiliazione su Telegram può affiancare il traffico organico e riportare gli utenti verso nuovi contenuti e offerte senza attendere un’altra ricerca su Google.
Anche video e live content possono spiegare in modo immediato il funzionamento dei giochi. Chi costruisce un’audience attraverso questi formati può integrare una strategia di affiliazione per streamer.
Il primo elemento da verificare è l’effettiva qualità dell’offerta virtuale. Varietà degli eventi, numero di mercati, esperienza mobile e facilità di utilizzo possono influenzare direttamente la capacità del bookmaker di convertire il traffico ricevuto.
Vanno poi confrontati CPA, Revenue Share, tracking e requisiti di qualificazione. Le migliori piattaforme di affiliazione iGaming permettono di accedere a più opportunità senza dover gestire ogni rapporto separatamente.
Un programma da 80€ che converte 10 giocatori genera 800€. Un’offerta da 50€ capace di produrre 25 conversioni genera invece 1.250€. Il valore reale emerge soltanto analizzando CPA e conversione insieme.
La crescita delle virtuali crea opportunità, ma un publisher deve comunque individuare programmi, confrontare condizioni e verificare quali operatori convertono meglio il proprio traffico. Gestire tutto direttamente aumenta il lavoro commerciale necessario.
Affiliation.bet semplifica questa parte del processo, permettendo di accedere a diverse opportunità attraverso lo stesso network e di concentrare maggiormente le risorse sulla crescita di contenuti, SEO e audience.
Nell’affiliazione scommesse virtuali il vantaggio principale è un prodotto digitale che non dipende dal calendario dello sport reale. Una strategia verticale può trasformare contenuti evergreen e traffico qualificato in commissioni misurabili.
Giorgio Comotti
